Sabato, 06 Maggio 2017 18:55

Linee Programmatiche

  • Ricostruzione

sicurezza sismica scuole ed edifici pubblici e di interesse collettivo. Priorità scuole: affidamento immediato calcolo indici di vulnerabilità, realizzazione Musp necessari per avvio nuovo anno scolastico, soluzioni ponte, con censimento immediato strutture alternative; cambiare modalità e  tempistica della ricostruzione; rilancio ricostruzione delle Frazioni; rilancio e velocizzazione ricostruzione delle case Ater;

Ricostruzione come occasione per dettare un’agenda urbana sull’accessibilità dei luoghi e dei percorsi, per i diversamente abili.

 

  • Economia/lavoro

new economy e rilancio del concetto di smart city reale: la sensible city

 

A L’Aquila potrebbe essere utilizzato il patrimonio immobiliare per uno sviluppo di questo ambito. Ovvero concedere a società operanti nei settori tecnologici sedi di lavoro a prezzi molto vantaggiosi, con alcuni obblighi, legati alla territorialità. Con la fibra disponibile, un prezzo assolutamente conveniente e l’accesso ai fondi del 4%, potrebbe diventare una nuova Silicon Valley italiana, con centinaia di startup che vengono ad insediarsi o che nascono direttamente sul territorio. Si offre uno scenario tecnico assolutamente innovativo a basso costo (per esempio per 7 anni). La città diventerebbe un grande laboratorio di esperienze e idee che si contaminano, un co-working diffuso, concorsi di idee, per la prima volta una città, un territorio a disposizione della ricerca e della scoperta e non il contrario. In un contesto siffatto, la cittadinanza sarebbe  posta al centro, come parte attiva e non passiva, determinante nella scelta di cosa occorresse e perché. Una sorta di social network reale, innovativo, come caso pilota nazionale ed internazionale.

 

turismo:

sviluppo sostenibile della montagna; tutelare le aree protette dedicate ai Parchi (nazionali e regionali) che costituiscono un patrimonio di valore assoluto; rendere fruibile la montagna aquilana tutto l’anno; promozione ed incentivazione nuove forme di economia legate alla ricettività diffusa e del turismo eco-sostenibile, attraverso la realizzazione di opere infrastrutturali a bassissimo impatto ambientale come, ad esempio, i percorsi verdi (ippovie, trekking) e la manutenzione della sentieristica esistente; fare rete con il patrimonio naturale dell’intera provincia

 

Sono presenti pregevoli risorse ambientali e naturali, ma con una posizione di svantaggio rispetto ad altri luoghi che hanno costruito attorno alle proprie bellezze ed al relativo patrimonio naturale un’organizzazione di servizi, consolidati piani si sviluppo turistico compatibile con l’ambiente ed adeguata comunicazione e promozione.

E’ necessario investire sui turismi “minori”: montagna-estate, natura e ambiente, arte, culto e cultura, fondo-escursionismo.

Il turismo montano deve potenziare, diffondere e qualificare la propria offerta extra-alberghiera allo scopo di destagionalizzare attività e presenze (pratiche sportive, miglioramento impianti, escursioni e visite guidate, benessere e relax).

Va potenziata l’informazione agli ospiti ed è necessario sviluppare una rete di collaborazioni e partenariati, anche locali tra luoghi e soggetti pubblici e privati.

 

Altri punti su cui sarà concentrata l’attenzione sono:

turismo religioso, turismo culturale, sempre concentrando gli sforzi nel fare rete con il territorio provinciale e regionale e puntando su alcune peculiarità ed unicità;

politiche commerciali urbane;

ricerca scientifica, polo eccellenza della conoscenza;

economie “leggere”: agricoltura, distretto con prodotti tipici e di qualità;

 

  • Sociale

politiche sociali:

rafforzamento dei percorsi di inclusione e delle politiche di sostegno al reddito. Piano comunale contro la povertà. Estensione reddito di inclusione (appena introdotto dal governo) ai soggetti cui le misure nazionali non arriveranno, sulla scorta delle esperienze maturate nei primi anni duemila con la sperimentazione del reddito minimo di inserimento. Necessaria una mappatura di tutti i cittadini sotto la soglia di povertà assoluta ed a ridosso della povertà relativa. Sperimentazione reddito minimo di cittadinanza, sulla base del dettato della Raccomandazione del Consiglio Europeo 92/441/CEE, del 24 giugno 1992, in cui si definiscono i criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociale. Utile ricordare che secondo dati Istat (2015, rapporto Reddito e condizioni di vita, del dicembre 2016), in Abruzzo il 30.1% della popolazione è a rischio povertà o esclusione sociale, il 21.7 a rischio di povertà, 11.1 in condizioni di grave deprivazione e l’11.8 a bassa intensità lavorativa.

 

politiche giovanili:

  • spazi per la socialità;
  • impianti sportivi: “Piazza d’Armi aperta”

Opportuno sviluppare un programma d'uso delle strutture con l'obiettivo di raggiungere un impiego ottimale degli impianti esistenti, perseguendo un razionale uso degli spazi e delle fasce orarie, evitando i fenomeni di sovra e sotto utilizzazione e incentivando la condivisione delle risorse e delle responsabilità.

Da perseguire un equilibrio ottimale tra spazi/ tempi riservati all’attività agonistica di alto livello e quelli per  corsi sportivi, cioè servizi di formazione non necessariamente destinati allo sviluppo di un atleta professionista.

Il modello di gestione che si auspica, resta quello del servizio esternalizzato, basato su una convenzione tra Comune e soggetto gestore. Un gestore privato, che condivida gli obiettivi pubblici della gestione, dia garanzia di professionalità e promuova lo sport a tutti i livelli.

Gli impianti sportivi devono essere destinati ad uso pubblico per la promozione e per la pratica dell’attività sportiva, motoria e ricreativa, nell’ambito di un’organizzazione delle risorse rinvenibili nel territorio.

 

servizi per lo studio universitario e post universitario.

 

 

 

  • L’Aquila, Europa

Rilancio e rafforzamento dello sportello europeo (Servizio Europa) per l’attivazione di progetti comunitari, anche con soggetti di partenariato pubblico e privato; per l’informativa, la consulenza e l’assistenza su Unione Europea e relativi finanziamenti; per il monitoraggio dei bandi europei. Avere un capoluogo di livello comunitario.

 

  • Capoluogo diffuso, capoluogo vero

A proposito di capoluogo, da una parte sarà lanciata l’idea di capoluogo diffuso rafforzando e rinsaldando i legami tra la città, le frazioni, i comuni dell’aquilano (anche attraverso l’istituzione di una Consulta permanente di tutti i Comuni dell’aquilano, su base volontaria);  dall’altro sarà rilanciato il concetto di capoluogo di regione attraverso il recupero del proprio ruolo storico ed amministrativo. Sarà implementata una riorganizzazione del Comune per rilanciarne l’efficacia dell’azione amministrativa.

 

 

 

NOTE SU TURISMO NATURA

 

18 + 2 Parchi ed Aree protette della Provincia dell’Aquila (338.687 ettari, 49.811 SIC):

 

3 Parchi nazionali (272.710 ettari)

Parco Gran Sasso e Monti della Laga (148.935) distanza ca 15km; tra L’Aquila e provincia: 5 Distretti su 11, 27 itinerari + 18

 

Parco della Majella (74.095) d. ca 110km,  Parco Abruzzo, Lazio e Molise (49.680) d. 90km circa

 

1 Parco regionale

Parco del Sirente Velino (54.361) d. ca 30km

 

6 Riserve statali (6.155)

Monte Velino (3.550) ca 54km, Lago di Campotosto (1.600) 37km ca, Feudo Intramonti (908) 120km ca, Colle di Licco (95) 123km ca, Pantaniello (2) 107km ca

 

8 Riserve regionali (5.461)

Monte Genzana e Alto Gizio (3.160) 77km ca, Zompo lo Schioppo (1.025) 78km ca, Monte Salviano (722) 72km ca, Gole del Sagittario (354) 91km ca, Grotte di Pietrasecca (110) 69km ca, Grotte della Luppa (30) 65km ca, Lago di San Domenico (30) 96km ca, Sorgenti del fiume Vera (30) 9km ca

 

2 Siti Rete natura 2000 (Siti d’Interesse Comunitario) (49.811)

SIC Gran Sasso (33.995), SIC Monti della Laga e Lago di Campotosto (15.816)

 

Altre Aree protette

Lago di Barrea 126km ca

 

 

NOTE SU NEW ECONOMY E SENSIBLE CITY

 

La definizione di  “smart city”  fa riferimento alla tecnologia piuttosto che alle persone. La rete internet sta ormai invadendo lo spazio fisico; è l’inizio di una dimensione mista -mondo digitale/mondo materiale, che sta iniziando a cambiare il nostro stesso modo di vivere. E’ necessario investire e lavorare su una città “sensibile” prima ancora che intelligente. Sensibile è un termine che mette in luce una dimensione più umana della città di domani, capace di interagire, comunicare e rispondere alle nostre richieste.

Nel decennio trascorso nelle nostre città si sono insediate le tecnologie digitali, con una struttura portante di infrastrutture intelligenti su larga scala: fibre ottiche a banda larga e reti di telecomunicazione senza fili per cellulari, smartphone e tablet; una rete in continua crescita di sensori e tecnologie di controllo digitale, retto da computer economici e potenti.

Diventa fondamentale il ruolo dei cittadini, coinvolgendoli nella gestione dello spazio urbano, illustrandogli quali sono le dinamiche della città. Con l’utilizzo dei nuovi strumenti di partecipazione digitale possiamo dare ai cittadini la possibilità di esprimere le proprie priorità. 

Per questo è importante concentrare le energie sulla sensibilizzazione dei cittadini rispetto a queste dinamiche, piuttosto che sulla creazione e installazione di nuovi sistemi. 

Sviluppando le giuste piattaforme, i cittadini sapranno contribuire a gestire la città e risolvere i problemi legati a energia, traffico, salute, educazione ed altri grandi temi.

Tra gli aspetti più promettenti c’è senza dubbio un’amplificazione delle dinamiche di condivisione, la cosiddetta “sharing economy”. Stiamo passando dal possesso all’accesso, in molti ambiti: co-working per le attività lavorative; ride sharing e car sharing nei trasporti.

 

 

NOTE SUL SOCIALE

 

Bassa intensità di lavoro (indicatore Europa 2020): percentuale di persone che vivono in famiglie per le quali il rapporto fra il numero totale di mesi lavorati dai componenti della famiglia durante l’anno di riferimento dei redditi (quello precedente all’anno di rilevazione) e il numero totale di mesi teoricamente disponibili per attività lavorative è inferiore a 0,20. Ai fini del calcolo di tale rapporto, si considerano i membri della famiglia di età compresa fra i 18 e i 59 anni, escludendo gli studenti nella fascia di età tra i 18 e i 24 anni. Le famiglie composte soltanto da minori, da studenti di età inferiore a 25 anni e da persone di 60 anni o più non sono considerate nel calcolo dell'indicatore.

 

Grave deprivazione materiale (indicatore Europa 2020): percentuale di persone in famiglie che registrano almeno quattro segnali di deprivazione materiale sui nove indicati di seguito: 1. essere in arretrato nel pagamento di bollette, affitto, mutuo o altro tipo di prestito;

2. non poter riscaldare adeguatamente l’abitazione;

3. non poter sostenere spese impreviste di 800 euro (l’importo di riferimento per le spese impreviste è pari a circa 1/12 del valore della soglia di povertà annuale calcolata nel 2013, il cui valore era pari a 9.440 euro);

4. non potersi permettere un pasto adeguato almeno una volta ogni due giorni, cioè con proteine della carne, del pesce o equivalente vegetariano;

5. non potersi permettere una settimana di vacanza all’anno lontano da casa;

6. non potersi permettere un televisore a colori;

7. non potersi permettere una lavatrice;

8. non potersi permettere un’automobile;

9. non potersi permettere un telefono.

 

Rischio di povertà (indicatore Europa 2020): percentuale di persone che vivono in famiglie con un reddito disponibile equivalente nell’anno precedente a quello di rilevazione inferiore a una soglia di rischio di povertà, fissata al 60% della mediana della distribuzione individuale del reddito disponibile equivalente. Il reddito considerato per questo indicatore rispetta la definizione Eurostat e non include l’affitto figurativo, i buoni-pasto, gli altri fringe benefits non-monetari e gli autoconsumi. Nel 2015 la soglia di povertà (calcolata sui redditi 2014) è pari a 9.508 euro annui.

 

Rischio di povertà o di esclusione sociale (indicatore Europa 2020): percentuale di persone che si trovano in almeno una delle seguenti tre condizioni:

1. vivono in famiglie a bassa intensità di lavoro;

2. vivono in famiglie a rischio di povertà;

3. vivono in famiglie in condizioni di grave deprivazione materiale.

 

 

NOTE SULLO SPORT

 

Obiettivi perseguibili con il programma “Piazza d’armi aperta”:

Concorrere in modo determinante alla promozione e al potenziamento della pratica delle attività sportive, sociali ed aggregative; valorizzare l’associazionismo sportivo espressione del territorio che da anni opera nel settore sportivo senza finalità di lucro; ottenere una conduzione economica degli impianti con oneri progressivamente ridotti a carico dell’Amministrazione e dei fruitori degli impianti; salvaguardare il patrimonio degli impianti sportivi tramite manutenzioni, adattamenti, riconversioni o sostituzioni; garantire la sicurezza di tutti coloro che a vario titolo frequentano gli impianti, non escludendo azioni per ridurre al minimo i danni derivanti da disastri e calamità naturali; promuovere il risparmio energetico tramite buone pratiche di utilizzo; promuovere il miglioramento energetico tramite investimenti coerenti con la più complessiva gestione energetica dell’ente comunale; promuovere sinergie tra le risorse disponibili sul territorio anche attraverso la gestione in forma associata e la messa in rete delle risorse disponibili; favorire le attività formative per preadolescenti e adolescenti senza tralasciare l’educazione civica tesa al rispetto dovuto alla cosa pubblica, all’ambiente, alle persone; favorire le attività sportive per le scuole; favorire le attività agonistiche di campionati, tornei, gare e manifestazioni ufficiali realizzate da organismi riconosciuti dal CONI e dagli Enti di Promozione, riconoscendo gli aspetti formativi che si possono ricavare dall’attività agonistica, anche in relazione al valore sportivo dell’educazione al sacrificio e alla disciplina dell’allenamento; favorire le attività amatoriali organizzate da associazioni sportive riconosciute; favorire le attività motorie in favore dei disabili, degli anziani, dei giovani e più in generale delle fasce deboli della popolazione; favorire le attività ricreative e sociali per la cittadinanza; favorire le attività sportive, ricreative e sociali organizzate o patrocinate dal Comune; promuovere la polifunzionalità delle attività sportive e “il gioco sport” soprattutto in età pre-adolescenziale, riconoscendo l’importanza di stimolare le abilità e gli schemi motori di base dei bambini, che oggi appaiono sempre più inclini ad attività sedentarie; assicurare un’equa, congrua e diffusa distribuzione degli affidamenti degli impianti tra i soggetti interessati al fine di promuoverne la pluralità

Ultima modifica il Venerdì, 19 Maggio 2017 05:06

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